La nave dell'aborto
nespa | 01 Luglio, 2008 12:28
Nel 1999 Rebecca Gomperts, medico di bordo della “Rainbow Warrior II” di Greenpeace, fonda “Women on waves”, un’ organizzazione no-profit che mira a prevenire e combattere gli aborti clandestini e “non sicuri” in quei paesi in cui abortire è ancora illegale.
La grande idea di questa organizzazione sta nella sua “nave dell’aborto”. Difatti, per scampare alle leggi restrittive degli stati “proibizionisti”, la Wow invia la sua nave per prelevare le donne che necessitano di una interruzione di gravidanza. Dopo averle fatte imbarcare, la nave lascia il porto e si dirige verso le acque internazionali dove, gettando l’ancora, potranno operare tranquillamente e legalmente. Oltre alle pratiche abortive, sulla nave vengono distribuiti preservativi, spirali, pillole abortive Ru486 e pillole del giorno dopo. La nave dell’aborto è un luogo in cui si aiuta le donne ad esercitare il loro diritto alla propria autonomia fisica e mentale.
A bordo, personale specializzato consiglia, educa sessualmente e pratica aborti a tutte le donne che ne fanno richiesta.
Chissà se un giorno anche l’Italia avrà bisogno di questa nave!
Per chi volesse approfondire sul Wow: http://www.womenonwaves.org/index.php
Photo: © Women on waves
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HACK.Fem.EAST: Donne e Tecnologia
gerdaphoto | 03 Maggio, 2008 04:57
Women, Technology and Networks in Eastern Europe
10 maggio - 22 giugno 2008
Kunstraum Kreuzberg / Bethanien Berlin
Apertura: 9 maggio, dalle 19.00
Un progetto di Tatiana Bazzichelli e Gaia Novati, sponsorizzato da Hauptstadtkulturfonds con il supporto dell'Institutes für Auslandsbeziehungen. HACK.Fem.EAST presenta pratiche sperimentali e artistiche di artisti e attivisti che nell'Europa dell'Est lavorano con network digitali. Il soggetto principale sono i media, l'arte e l' hacking. Le principali protagoniste sono le donne, o progetti in cui le donne rivestono un ruolo importante.
Scopo del progetto e' quello di fornire e sviluppare un network, attraverso la mostra, l'inaugurazione, due giorni di conferenze, la pubblicazione di un giornale e un sito web. Network esistenti, da 11 paesi dell'est, formano il cuore del progetto e la base per la mostra. In tutto 11 network sono invitati a visitare il Kunst-raumes Kreuzberg / Bethanien per presentare il proprio lavoro, le proprie strategie e i propri scopi sotto forma di video o installazioni digitali, documentari e presentazioni.
Il 10 e 11 maggio si terra' una conferenza, allo scopo di unire i vari network e discutere delle prospettive delle donne nella cultura dell'Europa dell'Est, e allo stesso tempo di fornire un forum per una forma di politica radicale, basata su progetti artistici mediatici e su internet, performances, piattaforme network, sviluppo di software, organizzazione di festival mediatici, etc.
Per maggiori informazioni: http://www.hackfemeast.org.
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Her-stories
gerdaphoto | 27 Aprile, 2008 00:36
A Brooklyn, dal 1991, in uno dei magnifici brownstone buildings che caratterizzano il quartiere, esiste il "Lesbian Herstory Archives", un archivio dedicato interamente alla raccolta di materiale sulle lesbiche e il lesbismo. L'archivio riesce a sopravvivere grazie a donazioni, ma soprattutto grazie al lavoro - interamente volontario - di tante lesbiche. Tra le collezioni, l'archivio delle Daughters of Bilitis, e l'archivio dell'afro-americana Mabel Hampton, che alla domanda "When did you come out?" rispose "I was never in". Un bellissimo video ripercorre la storia dell'archivio e presenta le collezioni:
http://www.lesbianherstoryarchives.org/video/herstoryITL.mp4
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Sicurezze biometriche
gerdaphoto | 25 Aprile, 2008 06:49
Un nuovo sistema che permettera' ai rispettabili businessmen -- bianchi, ricchi, occidentali -- di avere una corsia preferenziale negli aereoporti. Un nuovo sistema di discriminazione e differenziazione. Ma anche un nuovo sistema di controllo biometrico, in cui una ditta privata -- Clear, appunto -- si impegna a svolgere un servizio pubblico: quello di controllare l'identita' e rilevare le impronte digitali e l'immagine dell'iride di quanti vogliono evitare di fare lunghe file negli aereoporti, alla modica cifra di 128 dollari, pagati dai consumatori, ovviamente! Vogliamo davvero un mondo cosi' "predictable"?
La pubblicita' di questo nuovo prodotto e', all'apparenza, molto neutrale, assicurando ai clienti efficienza e trasparenza:
"Clear® is the fast pass for airport security. Clear members arepre-screened and provided with a high-tech card which allows them toaccess designated airport security fast lanes nationwide. Clear memberspass through airport security faster, with more predictability and lesshassle. During online enrollment you will fill in basic information, agree toour Terms and Conditions, select a payment method, and enter biographicinformation requested to receive government approval. A Clear attendant will verify two pieces of approved government-issued identification, capture images of your irises and fingerprints, and takeyour photograph."
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Thomas Beatie: marito con fede al quinto mese
gerdaphoto | 26 Marzo, 2008 17:09
Riporto la lettera che Thomas Beatie, ha scritto e pubblicato nel sito "Advocate.com" l'8 aprile 2008.
Mr. Beatie è un transessuale: definito "donna" alla nascita ed ora definito legalmente "maschio", sposato legalmente con Nancy. Thomas decise di cambiare sesso sottoponendosi quindi alla rimozione del seno ed alla terapia ormonale di testosterone, ma decise di mantenere intatti i suoi organi riproduttivi, tutelando cosi i suoi diritti riproduttivi. Ora è incinta al quinto mese.
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Ma che dolor ... partorire!
gerdaphoto | 22 Marzo, 2008 23:00
Parto cesareo o vaginale?
Tu Donna soffrirai e partorirai con dolore!.... ma perchè?
Da
un lato il ritorno delle nascite in casa, la "cultura" del dolore.
Dall'altro l'abuso di cesarei e medicalizzazione. Avanguardia o
medioevo?
Intervista a Roma di Michela Camorcia (anestesista Città di Roma), Anna Maria Gioacchini (ostetrica). A Milano, Alessandra Kustermann (ginecologa al Mangiagalli di Milano) e Manuela Cervilli (giornalista di Altroconsumo).
(programma di Radio Tv- Repubblica del 21-03-2008)
Conducono Edoardo Buffoni e Annalisa Cuzzocrea
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Nel 1980 in Italia l'11% delle donne ricorreva al parto cesareo; oggi, in alcuni ospedali, si arriva addirittura all 86,9%, mentre la media generale si aggira intorno al 15-20%. Come mai? L'inchiesta ci svela i pregiudizi, la mancata informazione o disinformazione delle "donne", oltre alla scarsa preparazione di alcuni anestesisti ed ostetriche.
Ma come mai in Italia solo il 10-15% delle donne ricorre all'analgesia epidurale, quando negli Stati Uniti è il 90% a farne richiesta, in Francia il 60%, in Gran Bretagna il 70% e in Spagna il 38%?
Questa resistenza nei confronti dell'epidurale è legata, oltre al costo, che spesso è a carico della donna, alla paura da parte dei ginecologi che le donne non aiutino abbastanza o per niente durante l'espulsione del feto. Paura data da incompetenza, come ci spiega l'anestesista Michela Camorcia: "l'epidurale toglie tutto il DOLORE ma mantiene inalterate tutte le altre sensazioni (contrazioni, ecc.)". Il problema dell'elevato ricorso al parto cesareo è dato anche dalla cosiddetta "medicina difensiva" da parte di alcuni ginecologi che, in casi ritenuti ambigui o a rischio, per non incorrere in possibili ripercussioni legali, richiedono immediatamente il parto cesareo.
E cosa dire del fatto che le assicurazioni rimborsano all'interessata il costo del parto cesareo ma non di quello spontaneo.....?
Inchiesta interessante, peccato che parlino sempre di donna e uomo, compagno o marito che assisterà al parto; oppure de "il bambino"...... la parola FETO non si riesce a inglobare nel linguaggio italiano moderno !!
Infine, ma non meno importante, sfatiamo il detto "più sei vecchia più il parto sarà doloroso!".....un pò come dire "chi tardi arriva male alloggia"!
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