Thomas Beatie: marito con fede al quinto mese
gerdaphoto | 26 Marzo, 2008 17:09
Riporto la lettera che Thomas Beatie, ha scritto e pubblicato nel sito "Advocate.com" l'8 aprile 2008.
Mr. Beatie è un transessuale: definito "donna" alla nascita ed ora definito legalmente "maschio", sposato legalmente con Nancy. Thomas decise di cambiare sesso sottoponendosi quindi alla rimozione del seno ed alla terapia ormonale di testosterone, ma decise di mantenere intatti i suoi organi riproduttivi, tutelando cosi i suoi diritti riproduttivi. Ora è incinta al quinto mese.
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Ma che dolor ... partorire!
gerdaphoto | 22 Marzo, 2008 23:00
Parto cesareo o vaginale?
Tu Donna soffrirai e partorirai con dolore!.... ma perchè?
Da
un lato il ritorno delle nascite in casa, la "cultura" del dolore.
Dall'altro l'abuso di cesarei e medicalizzazione. Avanguardia o
medioevo?
Intervista a Roma di Michela Camorcia (anestesista Città di Roma), Anna Maria Gioacchini (ostetrica). A Milano, Alessandra Kustermann (ginecologa al Mangiagalli di Milano) e Manuela Cervilli (giornalista di Altroconsumo).
(programma di Radio Tv- Repubblica del 21-03-2008)
Conducono Edoardo Buffoni e Annalisa Cuzzocrea
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Nel 1980 in Italia l'11% delle donne ricorreva al parto cesareo; oggi, in alcuni ospedali, si arriva addirittura all 86,9%, mentre la media generale si aggira intorno al 15-20%. Come mai? L'inchiesta ci svela i pregiudizi, la mancata informazione o disinformazione delle "donne", oltre alla scarsa preparazione di alcuni anestesisti ed ostetriche.
Ma come mai in Italia solo il 10-15% delle donne ricorre all'analgesia epidurale, quando negli Stati Uniti è il 90% a farne richiesta, in Francia il 60%, in Gran Bretagna il 70% e in Spagna il 38%?
Questa resistenza nei confronti dell'epidurale è legata, oltre al costo, che spesso è a carico della donna, alla paura da parte dei ginecologi che le donne non aiutino abbastanza o per niente durante l'espulsione del feto. Paura data da incompetenza, come ci spiega l'anestesista Michela Camorcia: "l'epidurale toglie tutto il DOLORE ma mantiene inalterate tutte le altre sensazioni (contrazioni, ecc.)". Il problema dell'elevato ricorso al parto cesareo è dato anche dalla cosiddetta "medicina difensiva" da parte di alcuni ginecologi che, in casi ritenuti ambigui o a rischio, per non incorrere in possibili ripercussioni legali, richiedono immediatamente il parto cesareo.
E cosa dire del fatto che le assicurazioni rimborsano all'interessata il costo del parto cesareo ma non di quello spontaneo.....?
Inchiesta interessante, peccato che parlino sempre di donna e uomo, compagno o marito che assisterà al parto; oppure de "il bambino"...... la parola FETO non si riesce a inglobare nel linguaggio italiano moderno !!
Infine, ma non meno importante, sfatiamo il detto "più sei vecchia più il parto sarà doloroso!".....un pò come dire "chi tardi arriva male alloggia"!
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Storie di un vibratore
gerdaphoto | 21 Marzo, 2008 03:58
Un nuovo documentario, "Passion and Power: the Technology of Orgasm", diretto e prodotto da Emiko Omori e Wendy Slick, ricostruisce la lunga e complessa storia del vibratore. Basato sul libro di Rachel P. Maines, "Tecnologia dell'orgasmo. Isteria, vibratori e soddisfazione sessuale delle donne" (Venezia, Marsilio, 2001), il film indaga la diffusione del vibratore, nel suo rapporto con la sessualità femminile, dall'800 ai giorni nostri.
Si scopre così che i primi vibratori furono prodotti e diffusi, su ampia scala, proprio in quell'età vittoriana che così spesso associamo con la repressione di ogni forma di desiderio e sessualità femminile. Prodotti da industrie quali la Sears & Roebuck, e reclamizzati su riviste e cataloghi a diffusione di massa, i primi vibratori avevano uno scopo terapeutico -- ossia dovevano essere utilizzati per placare quella che veniva definita "l'isteria" femminile.
Nel documentario le registe ci conducono attraverso più di un secolo di storia, attraverso una serie di interviste a femministe che a partire dagli anni '70 hanno legato il vibratore alla liberazione sessuale delle donne.
Per leggere la storia del film, synopsis, avere altre informazioni sulla produzione o richiedere il DVD, visitate il sito www.technologyoforgasm.com.
Buon divertimento
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La foto della settimana
nespa | 12 Marzo, 2008 16:58
La foto è dell'artista Carrie Mae Weems.
Unendo il testo e all'immagine, Carrie M.Weems indaga la cultura Afro-Americana e più in generale le rappresentazioni delle identità etnico-sociali, di genere e di razza. Attraverso l'uso delle fotografie, Weems evidenzia come esse creino e manipolino le nostra percezioni delle differenze di genere, colore e classe. Contrapponendo il metodo narrativo all'immaginazione, Carrie M. Weems racconta storie e miti utilizzando testi inventati; provocatoriamente, nel proprio lavoro Weems riesce a far emergere e portare al centro del discorso contemporaneo le "voci marginalizzate".
Foto: "Portrait of a woman who has fallen from grace and into the hands of evil."
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Premio Pubblicità MENO SESSISTA per la PROSTITUZIONE
nespa | 08 Marzo, 2008 03:30
Il 6 marzo a Parigi, presso il comune del "XX arrondissement", "La Meute" ha assegnato il premio FEMINO 2008 - premio per la pubblicità meno sessista.
L'obiettivo del premio è puramente pedagogico. La Meute vuole incoraggiare coloro che "producono" messaggi pubblicitari ad allontanarsi da clichè macisti, e promuovendo immagini che diano positività e valorizzazione delle donne o dei rapporti stessi tra esseri umani.
La scelta è stata fatta tra 7 pubblicità, già preselezionate tra tante "promozioni" avute in Francia nel 2007, ed inviate via internet da* membr* iscritt* al "La Meute" .
Se volete vedere le altre sei ecco qua il link:
http://www.lameute.fr/prix/2008.php3
Motivo della scelta:
L'immagine di "Le mouvement du Nid" (Association d'aide aux personnes prostituèès et de prévention de la prostitution) è stata apprezzata per il fatto che la pubblicità è mirata all'uomo, colui che paga, che usufruisce.
E' la prima volta che in Francia una campagna publicitaria nazionale sulla prostituzione è mirata al "cliente".
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un uovo pro-life?
gerdaphoto | 04 Marzo, 2008 01:43
Niente da dire all' AIL (associazione italiana contro le leucemie-linformi e mieloma), ma di certo la pubblicita' soprattutto in questo periodo, non passa inosservata ... cosa ne pensi??
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