Griselda Pollock su Charlotte Salomon
gerdaphoto | 17 Febbraio, 2008 05:01
Gia' mi allontano dai confini della fotografia, per riflettere su arte e femminismo, ma i campi sono inevitabilmente porosi...
qualche
mese fa mi sono imbattuta in un'artista e una studiosa straordinarie,
entrambe. Il nome di Griselda Pollock lo conoscevo, grazie a qualche
raccolta sui Visual Studies, sulla storia dell'arte. E cosi',
all'annuncio di una sua conferenza alla Casa delle donne di Roma, mi
sono avventurata verso Trastevere e li' ho scoperto questa meravigliosa
artista di nome Charlotte Salomon.
Ma e' stata soprattutto la
lettura che di Salomon ha dato la Pollock a colpirmi: rifacendosi a
Walter Benjamin, ai suoi lavori sulla storia e sul mondo urbano,
Pollock si e' interrogata sul rapporto esistente tra il lavoro di
Salomon e la sua soggettivita', di donna, artista, ebrea, esiliata (in
Francia) e deportata (ad Auschwitz, dove fu uccisa, perche' incinta).
In quella che Pollock ha definito una bio-geografia, la vita di Salomon
si intreccia con quella delle sue opere, restituendoci la
frammentarieta' del suo essere e del suo sguardo sul mondo, la sua
messa in discussione della linerarita' e presunta oggettivita' del
mondo borghese, patriarcale, cristiano che si sgretola proprio negli
anni '20 e '30.
Ma quella di Pollock e' anche una lettura che si
interroga sul significato di Salomon per il nostro presente, e proprio
il riferimento all'angelo della Storia di Benjamin le permette una
riflessione sui frammenti che dell'opera, della vita e della
soggettivita' di Salomon ci sono rimasti. In essi vuole recuperare non
solo il senso della violenza del nazismo, ma anche l'esperienza di
un'artista che nel momento dell'ascesa del nazismo ha trasformato la
propria arte in uno strumento di riflessione su di se', sulla
costruzione dello spazio patriarcale domestico e urbano. In definitiva,
vuole guardare al passato per esprimere un grido contro l'annullamento
del pensiero "altro" dalla Storia e recuperare quell'esperienza per
riportarla in vita nel presente.
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1. lilli | 02/19,2008 at 01:06
bello questo vostro (tuo?) nuovo blog. vi leggo e vi linko! ciau
2. lou | 02/20,2008 at 20:24
perchè non invii un tuo contributo alla due giorni? il tuo linguaggio permette di respirare e apre porte al pensiero altro. mi hai dato voglia di leggere questo libro e spero che esista in italiano un abbraccio dalla vostra fedelissima scassa...tutto ciao lou